oggetto | disegno |
soggetto/titolo | Donna |
autore/ambito | Lorenzo Viani |
datazione | 1915 circa |
materia e tecnica | carboncino e acquerello su carta |
misure | cm. 26x42 |
proprietà | Camera dei Deputati |
inventario | 40891 |
acquisizione | acquisto 05/12/1952 |
autore della fotografia | Marco Baldassari, 2011 |
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Opere d'arte moderna e contemporanea - Pittura e scultura A cura di C. Pirovano Leonardo International - Camera dei deputati, 2006 Il mondo rude e violento di Viani, spesso intriso di sapidi accenti popolari, attinti direttamente dall'esperienza personale evocata senza intermediazione di maniera, trova nel disegno espressione di forte risonanza emotiva, che piega il mezzo a risultati di spoglia monumentalità che vanno ben oltre la povertà del mezzo tecnico. I temi essenziali dell'espressionismo lacerato dell'artista versiliese, pur condizionati dalle risonanze simboliste sollecitate dall'immedesimazione incondizionata nelle istanze di un pensiero politico socialmente partecipe, non cedono mai all'artificio melodrammatico o tanto meno alla risonanza retorica. Il gruppo di fogli a carboncino (ripresi a pastello e tempera) è riferibile al secondo decennio del Novecento. Da "Catalogo delle opere d'arte - pittura, scultura, arazzi" A cura di A. Trombadori, V. Rivosecchi, G. Selvaggi
Sono pochi gli artisti nei quali l'adesione a una drammatica tematica popolare trova riscontro in una reale esperienza tanto da trasformare il racconto in autobiografia e da evitare il danno della retorica anche ai soggetti più atroci. L'ambiente misero della darsena viareggina, dove trascorre l'infanzia, il dormitorio pubblico della Ruche a Parigi, la Versilia segnata dalla lotta di classe: questi luoghi che Lorenzo Viani rappresenta e trasfigura in un arco di intense esperienze figurative fra l'espressionismo, il simbolismo e una sorta di realismo fortemente caratteristico che è l'altra faccia di quello di Ottone Rosai. La pratica del disegno è in Viani determinante e costante. I disegni sono realizzati spesso con materiali di fortuna, ritoccati con poche tinte essenziali, a tempera. Non sono quasi mai datati e insistono di solito, sugli stessi temi: donne in attesa sulla spiaggia, marinai e pescatori, mendicanti deformati con polemica monumentalità sullo sfondo di paesaggi spogli e disadorni. Per tentare una collocazione cronologica di questo bel gruppo di disegni si possono confrontare opere di pittura comprese fra il 1912 e il '16. Un breve discorso merita il disegno La mamma che piange sul figlio morto: nel catalogo della mostra romana tenutasi nel 1986 a Palazzo Braschi è pubblicato un disegno analogo, datato dai curatori intorno al 1913-14 e considerato come studio preparatorio per il dipinto La peste a Lucca del 1914. La data autografa 1917 può far pensare a una ripresa successiva oppure che il tema non sia collegato al dipinto e si riferisca alle vicende belliche vissute dall'artista in quel periodo. Bibliografia essenziale
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